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La vita

Negli Arsenali dell'Aeronautica Francese


A.A. Tomatis inizia la propria attività curando lavoratori degli Arsenali dell'Aeronautica Militare francese, operanti in ambienti ad elevatissimo tasso di inquinamento acustico.
A.A.Tomatis installa un laboratorio per misurare le curve d'udito, cioè la sensibilità a diverse frequenze sonore, dalla più acuta alla più grave.
Emergono i primi risultati: l'audiogramma del medesimo soggetto può cambiare nel tempo in funzione della situazione personale. L'orecchio si adatta e si sistema anche in assenza di una richiesta volontaria del soggetto.
Alcuni operai, inoltre, sviluppano sordità selettive di suoni che maggiormente li aggrediscono, ma, una volta in pensione molti di loro riacquistano spontaneamente un'audizione normale.
Tomatis conclude questa prima fase sperimentale rilevando che l'orecchio interviene spontaneamente nella percezione selettiva dei suoni.
Successivamente, nel raccogliere audiogrammi di individui diversi, Tomatis riscontra anche insolite somiglianze: malattie, tipi fisici e tratti caratteriali che si traducono, nell'analisi delle curve d'ascolto individuali, in alcune forme di iposensibilità o di ipersensibilità a certe frequenze.


Con i cantanti d'opera


La seconda serie di esperienze nasce dal rapporto con i cantanti d'opera, colleghi del padre di Tomatis, rinomato artista lirico. Alcuni cantanti affaticati ritengono di avere problemi di laringe, ai quali i farmaci non pongono alcun rimedio.
Tomatis si stupisce di non osservare alcuna correlazione tra la forma e le dimensioni della laringe e la tessitura vocale (basso, baritono o tenore).
I cantanti vengono sottoposti allo stesso test audiometrico messo a punto per gli operai degli Arsenali.
Le curve d'ascolto risultano essere specifiche per ogni tipo di voce, ma mostrano degli "avvallamenti". L'orecchio, rovinato dal volume sonoro che, giorno dopo giorno, è costretto a subire, percepisce malamente alcune frequenze, corrispondenti alle armoniche delle note che i cantanti non riescono ad emettere correttamente.
Tomatis identifica, anche in questa seconda fase, problemi confrontabili ed aggiunge alle precedenti osservazioni che un cantante non perde mai la voce, mentre può perdere l'orecchio: solo quando gli viene resa la capacità d'ascolto la sua voce si corregge.
In sintesi: "la voce emette i suoni che l'orecchio sente".
Il processo avviene tramite cuffia, sopprimendo o rinforzando le frequenze sonore attraverso un sistema di filtri. Il timbro della voce, il senso del ritmo, l'intonazione, la padronanza tecnica e la qualità dell'emissione migliorano.
Con l'aiuto di un analizzatore, Tomatis traduce in "curve" le registrazioni della voce di Caruso ed ottiene circa quattromila fonogrammi della celebre voce. E quando, attraverso strumenti, induce un ascolto "carusiano", i suoi pazienti, cantanti e non, iniziano a vocalizzare con timbro analogo a quello di Caruso. Gli effetti si avvertono principalmente sull'orecchio destro: ogni qual volta si sopprime in un cantante l'ascolto a destra questi perde tutti i suoi mezzi.
Tomatis conclude che esiste un orecchio direttore, l'orecchio destro, che controlla la voce, per il canto come per la voce parlata.
Procedendo poi in nuove direzioni,Tomatis rileva che quando si modifica l'ascolto, non solo cambia la voce, ma anche la postura, il controllo dei movimenti, l'umore. Tutto il corpo reagisce, anche la testa.


L'"Orecchio Elettronico"


Tomatis si pone il problema di rendere duraturo l'effetto che, per ora, si evidenzia solo indossando una cuffia collegata ad un sistema di filtri.
Egli immagina un sistema di amplificatori, di oscillatori e di filtri acustici che permettono di far passare istantaneamente l'orecchio dall'ascolto abituale all'ascolto desiderato, e viceversa, con regolarità e per il tempo opportuno.
Il sistema funziona: la curva d'ascolto si trasforma, l'orecchio impara a percepire certe frequenze, a "mirare" certi suoni.
Tomatis brevetta il sistema nel 1954 col nome di "Orecchio Elettronico."


Gli studi sul linguaggio e la comunicazione verbale


Sempre stimolato dal rapporto con i professionisti dell'opera, Tomatis viene colpito da alcuni cantanti veneziani incapaci di pronunciare la lettera R arrotolata. Difficoltà non mostrata da cantanti napoletani e milanesi.
In laboratorio egli riduce ai minimi dettagli il profilo sonoro di 800 lingue diverse e scopre che la zona nella quale per ognuna di esse si concentra il massimo dei suoni non coincide necessariamente con quella di un'altra lingua.
L'esperimento inizia a chiarire le difficoltà che molti individui incontrano nell'apprendimento di una lingua straniera: parlare inglese, tedesco o italiano significa innanzitutto sentire come una persona madrelingua.
La scoperta consente a A.A. Tomatis di perfezionare  l'Orecchio Elettronico in funzione di questa necessità riuscendo a rendere più rapido l'apprendimento.
Le prime esperienze effettuate su studenti liceali forniscono risultati insperati: gli allievi migliorano anche nelle altre materie, la loro memoria e la loro attenzione progrediscono.
A. Tomatis moltiplica i suoi studi teorici fino a mettere in chiaro le sue idee sulla natura dell'orecchio umano.
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