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SPT Teoria


Un buon orecchio è un orecchio che sa percepire ad un volume sonoro anche debole tutte le frequenze udibili. Un buon orecchio per le lingue svolge anche altre funzioni che lo caratterizzano in tutta la sua finezza e sottigliezza di discriminazione:
  •  Identifica i ritmi di un messaggio sonoro e le loro variazioni.
  • Analizza in ogni istante la ripartizione delle frequenze che compongono un medesimo suono.
  • Si adatta rapidamente a dei ritmi e a delle frequenze diverse da quelle che ha l'abitudine d'ascoltare.
Ogni individuo alla nascita ha la capacità di sentire tutte le frequenze comprese tra i 20 hz e i 20000 hz. Inconsciamente, poco a poco, inizia a filtrare i suoni che gli arrivano, a sviluppare la sua sensibilità alle fre­quenze e ai ritmi della lingua materna e a bloccare la sua percezione alle altre frequenze.

Se non abbiamo l'abitudine a percepire una certa gamma di frequenze da noi emesse, perdiamo di conseguenza la capacità di emetterle correttamente, e le riconosciamo con difficoltà quando sono emesse da altri.

Ciò appare in tutta la sua evidenza quando vogliamo imparare a comunicare bene, meglio di quanto non si stia facendo, in una lingua straniera. Una lingua straniera viene considerata appresa perfettamente, integrata, quando non solo si ha la padronanza di un vocabolario sufficiente a leggere i testi generali o specifici, ma soprat­tutto quando si è in grado di sostenere senza incertezze una conversazione, generale o specifica, con persone di madrelingua.

Ogni lingua utilizza fonemi suoi propri, un ritmo caratteristico, una intonazione tipica: ogni lingua si sviluppa in un ambito sonoro che ben raramente coincide con quello di un'altra lingua. Così, per esempio, il francese concentra le sue frequenze caratteristiche tra gli 800 hz ed i 1.800 hz, l'inglese si estende tra i 2.000 hz ed i 12.000 hz, mentre l'italiano si estende tra i 2000 hz e i 4000 hz.

Un italiano quindi avrà difficoltà a distinguere la maggioranza delle frequenze emesse da un inglese, e di conseguenza sarà in difficoltà nel riprodurne tutti i suoni. Ogni lingua utilizza in modo predominante frequenze diverse. Comprendere una lingua significa cambiare di modalità d'ascolto, e l'orecchio deve essere in grado di farlo.

Per sviluppare quindi le capacità di comunicazione in un'altra lingua si agisce in modo da stimolare acusticamente le capacità innate di percezione dell'allievo, perché questi possa   udire correttamente le frequenze che non è abituato ad udire, di modo che non solo possa udire, ma anche emettere ciò che con l'orecchio sente, facendo contemporaneamente sì che il controllo dell'atto parlato avvenga attraverso il percorso nervoso più efficiente.

La stimolazione uditiva è generata facendo pervenire all'orecchio dell'allievo i suoni trattati dall'SPT-Labo: esso presenta i suoni sotto due forme che si alternano rapidamente l'una all'altra. In una forma vengono accentuate le frequenze caratteristiche della lingua madre e diminuite le frequenze della lingua allo studio. Ciò provoca uno stato di non adattamento (sentire, udire in senso passivo).

Nella seconda forma nel suono in arrivo vengono accentuate le frequenze della lingua straniera e depresse quelle della lingua madre. Ciò provoca uno stato di adatta­mento, di messa a fuoco della risposta uditiva (ascolto attivo).

La presentazione del suono all'allievo secondo queste modalità impone all'orecchio, in rapida successione, una stimolazione che genera un non-adattamento (vengono accentuate le frequenze abituali), seguita da una stimolazione che provoca un aggiustamento, una messa a fuoco dell'orecchio (vengono accentuate le frequenze non abituali).

Dopo aver ascoltato per un certo periodo di tempo suoni e parole modificate in questo modo, l'orecchio prende l'abitudine a percepire i suoni in una maniera più vicina a quella corrispondente alla lingua estera da integrare. In tal modo questo aggiustamento ininterrottamente rafforzato, e l'allievo dispone di accresciuta capacità di ascolto e di emissione.

Per stimolare l'utilizzo delle proprie capacità di controllo attraverso l'orecchio destro, i suoni vengono trasmessi in modo differenziato all'orecchio destro e a quello sinistro attraverso auricolari per la trasmissione per via aerea.

Inoltre, per permettere la percezione dei suoni attraverso il sistema osseo, e quindi permettere una integrale trasmissione di tutte le frequenze emesse, viene utilizzato anche una cuffia integrata con un trasduttore osseo appoggiato direttamente sulla testa.

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