L'SPT nasce allo scopo di fornire agli utenti la possibilità di applicare
in autonomia il Metodo Tomatis anche attraverso sessioni private ed individuali,
previa una minima preparazione tecnica e sempre sotto la supervisione dei
tecnici Diapason, semplicemente attraverso l’acquisto delle schede di
ricarica-ore.
Nonostante le differenze apportate all’apparecchiatura originaria di
Tomatis, la struttura ed il funzionamento dell’apparecchio - attraverso
la modulazione di frequenze tramite un sistema di filtri ed una bascula
- rimane immutato; allo stesso modo, viene mantenuta la struttura del ciclo
di sessioni in fasi d’ascolto (passiva, passiva/attiva, attiva) attraverso
l’uso della cuffia speciale e di un microfono collegati al SPT.In questa
seconda fase il materiale sonoro è ancora analogico (musicassette).
Tra il 2002 ed il 2003 viene progettato e costruito da Diapason il nuovo
SPT-Labo, evoluzione dell’SPT Diapason a scheda. Questa nuova versione
è costituita da un software che controlla una scheda sonora: essa viene
installata in un normale personal computer.
In questo modo, è possibile per Diapason assicurare agli utenti ridotti
costi d’acquisto e di gestione, una semplice installazione e soprattutto
un più efficiente controllo del sistema da parte del gestore dell’applicazione.
In questa fase, installandosi il programma di filtraggio delle frequenze
su di un PC, il materiale usato è digitale (Cd di brani, di esercizi, di
musica classica). Inoltre, a causa della necessità di monitoraggio a distanza
dei laboratori da parte di Diapason, risale a questi anni il progetto Diapason-net.
Come funziona SPT-Labo
SPT-Labo genera l’Effetto Tomatis quando
viene attivato da istruzioni programmate da Diapason o da un Centro Tomatis,
in accordo con le teorie di Alfred Tomatis, per ogni ora di attività del
sistema. La programmazione può avvenire a distanza: la trasmissione di
informazioni tra l’utente e Diapason e viceversa avviene tramite Internet.
SPT-Labo tratta il suono in ingresso
(il materiale sonoro) secondo il programma stabilito in funzione
degli obiettivi che si desiderano raggiungere. Il materiale sonoro impiegato
può essere originato indifferentemente da sorgente analogica o digitale,
come viva voce raccolta da microfono, audio-CD, CD-ROM, nastro magnetico,
file su hard-disk, etc.